Per il noto viaggiatore e scrittore britannico Bruce Chatwin il viaggio non soltanto allarga la mente, ma le dà forma.
Peraltro scrivere sul viaggio è percorso riflessivo importante, sperimentato da molti, una ricerca personale che può voler giungere all’io primitivo.
Il viaggio può avere molte valenze, da quella formativa a quella iniziatica, da quella edonistica a quella culturale. In tutti i casi da una certa dinamicità alla staticità esistenziale.
Il viaggio può essere fuga, ma anche crescita personale e relazionale. Robert Pirsing, filosofo e scrittore americano nel suo Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta, un longseller del 1974 con pochi precedenti respinto inizialmente da 121 editori, narra di un viaggio dal Minnesota in California con il figlio Chris undicenne che morirà accoltellato nel 1979 durante una rapina. Per un uomo con una passato di disadattamento scolastico a causa del suo alto quoziente intellettivo, un esperienza militare in Corea, una depressione trattata con elettrochoc e una passione per la filosofia, una narrazione che mescola Misticismo Zen e Platone diventa il suo viaggio interiore, nonchè il suo riscatto.
Nella cultura borghese del dopoguerra la vacanza e il viaggio ha a lungo rappresentato il simbolo di uno status sociale da ostentare. Tuttora, così come accadeva nel film Totò e i Re di Roma (Steno/Monicelli 1951) con Totò in cui si inscenava una finta partenza per le ferie estive a Rapallo, secondo uno studio della Società Italiana di Psicologia sono in aumento le persone, anche della fascia medio-alta della popolazione che, non sopportando la vergogna dell’impossibilità economica, fingono di andare in vacanza nascondendosi in casa o in abitazioni limitrofe alla propria.
Diversamente il Road Movie ha raccontato ampiamente l’irrequietezza, il bisogno di muoversi nello spazio e di incontrare a vari livelli l’altro. Ne Il Sorpasso (Dino Risi 1962). il primo modello cinematografico del genere, si muovono due personaggi, un quaranduenne cialtrone, logorroico ed esibizionista e un giovane timido e impacciato e si mostra lo sviluppo di una relazione atipica e complessa fatta di attrazione e repulsione per una diversità umana così stridente. Il viaggio si compie tra il centro di Roma e la Via Aurelia che collega la Capitale alla riviera di Fregene, simbolo di vacanza per eccellenza, a bordo della Lancia Aurelia B24, una vettura elegante guidata però con impulsività e prepotenza dal protagonista.
Ma per qualcuno essere fuori casa non è abbastanza per sentirsi alla ricerca di un Altrove significativo e un Paesaggio radicalmente diverso dal proprio ordinario. L’Esotico è innanzitutto un immagine irresistibile della mente che ha suggestionato generazioni di viaggiatori, tra aspirazioni materiali, edonistiche e religiose. Si pensi ai cercatori d’oro di fine ‘800 in America, ai viaggi in India negli anni ’70 e i viaggi in Tailandia degli erotomani e in Olanda dei consumatori di droghe.
Il viaggio è una meraviglioso dispositivo per conoscersi, per testare la nostra adattabilità, tra resistenza termica e altro, un congegno moderno per imparare, sapere e difendere. Venezia, per fare solo un esempio, luogo unico al mondo, inserito in un ambiente delicatissimo che rischia di essere divorata dal mare ha bisogno di una coscienza collettiva.
Con il turismo di massa tutto può diventare banale e perfino perverso. Per quanto sia legittimo il diritto a una vacanza riposante e leggera, talora, per taluni irremovibili a sè stessi il viaggio può rimanere qualcosa di estremamente superficiale. Esiste infine un turismo legato ai luoghi del crimine come Cogne dove nel 2003 si consumò l’omicidio di un bambino treenne.
Oggi volendosi sottrarre a criteri consumistici diventa sempre più possibile e credibile riscoprirsi Pellegrini in Pellegrinaggio, in un esperienza certamente totalizzante. L’andare ed eventualmente la sua forma, in particolare a piedi come nel caso della Via Frincigena e di Santiago de Compostela, diventa parte centrale ed essenziale del viaggio.