Molti adulti hanno dimenticato il puro piacere di colorare, pur sapendo che il colorare e, ancor prima, lo scarabocchiare rappresenta una delle prime forme di creatività infantile in un età della vita dominata largamente dalla spontaneità.

Molti artisti come Joan Mirò con i suoi soli rossi, Paul Klee con le sue teste pedomorfiche, Marc Chagall con le sue figure volanti immerse in atmosfere fiabesche hanno fatto un percorso a ritroso verso la libertà dello spirito infantile per recuperare quel tratto fresco e istintivo che hanno raggiunto solo nella piena maturità.

Colorare strutture pre-disegnate significa affidarsi a un contenitore rassicurante, induce un rilevante senso di calma e migliora la concentrazione e l’umore.

Tra le pratiche terapeutiche orientate alla colorazione vi è il Mandala. I Mandala sono composizioni circolari tipiche dell’antica tradizione dei monaci buddisti tibetani che li costruiscono da secoli con sabbie colorate e altri elementi naturali con l’obiettivo di richiamare, contenere e integrare l’energia per trovare infine il centro. Nella pratica antica i monaci distruggevano i mandala a significare che nulla è eterno.

Carl Gustav Jung fu il primo a riconoscere nel Mandala un potenziale terapeutico rilevante per sviluppare un contatto con il proprio sè portandolo così alla conoscenza della comunità scientifica occidentale. Il Mandala è, allo stesso tempo, Imago mundi, ovvero rappresenta il cosmo in miniatura e Pantheon degli Dei. La sua costruzione equivale alla ricreazione magica del mondo.

Ricerche in campo psiconcologico hanno dimostrato l’effetto positivo del Mandala in pazienti in trattamento con chemioterapici. E’ stata riscontrata, infatti, una diminuzione sintomatica e un significativo abbassamento dello stress.

Colorare un Mandala, a causa della sua tipica struttura circolare, produce uno stato mentale molto vicino alla meditazione.

Oggi in ambiente riabilitativo e terapeutico sono molte le esperienze in atto; la colorazione giova al paziente affetto da demenza in quanto migliora la coordinazione motoria e l’orientamento spaziale e al paziente con ADHD in quanto migliora la concentrazione e l’impulsività.