Devo paragonarti a una giornata estiva?
Tu sei più incantevole e mite.
Impetuosi venti scuotono le tenere gemme di maggio,
e il corso dell’estate e’ fin troppo breve.
Talvolta troppo caldo splende l’occhio del cielo
e spesso il suo aureo volto e’ offuscato,
e ogni bellezza col tempo perde il suo fulgore,
sciupata dal caso o dal corso mutevole della natura.
Ma la tua eterna estate non sfiorirà,
ne perderai possesso della tua bellezza;
ne morte si vanterà di coprirti con la sua ombra,
poichè tu cresci nel tempo in versi eterni.
Finchè uomini respirano e occhi vedono,
vivranno questi miei versi, e daranno vita a te.
Sonetto 18, William Shakespeare
L’Amore sembra essere il nucleo ispirativo prioritario per la scrittura poetica, ma non deve essere considerato l’unico, a meno che non sia concepito come ambito sentimentale ampio. Cyrano de Bergerac, noto soggetto teatrale di Rostand e uomo colto, spavaldo e abile nella spada, ma dal brutto naso, si vede costretto a nascondere il suo amore per la cugina Rossana attratto da Cristiano per il quale scrive versi amorosi a sua insaputa, negandosi la possibilità di esprimere sentimenti altrettanto scottanti come la frustrazione e la solitudine.
In un mondo tendenzialmente materialistico e inpoetico, ogni forma di resistenza emotiva che si compia nella poesia e con la poesia è importante.
La poesia non si esaurisce nel coltivare un gusto speciale e personale per la parola, seppure ciò ci renda lessicalmente più ricchi. Non si tratta di esibire narcisisticamente il proprio sapere o la propria cultura. La poesia è innanzitutto emozione e immagine, è un modo di pensare e vedere le cose che passa per le parole, ma le trascende e ci fa crescere in sensibilità. creatività e introspettività. I poeti hanno compiuto già il loro lavoro trasformativo in un difficile processo di passaggio dal dolore alla sofferenza, perchè diventi più accettabile. Il poeta ha imparato a dialogare con sè stesso e con il suo inconscio e genera una scrittura che indugia nel territorio del sogno.
La terapeuticità della poesia nasce essenzialmente dalla capacità di rompere certe fissità mentali, di lasciarci intravedere prospettive diverse e di accedere a un altro sentire, laddove la sofferenza psichica ci ha resi insensibili e ottusi. Similmente la Psicoterapia non è finalizzata a risolvere materialmente i problemi del paziente, ma a offrire descrizioni alternative e credibili ai problemi personali. La poesia sviluppa al massimo grado il potere metaforico della lingua che è capace di operare una trasformazione profonda.
La problematicità degli esseri umani si concentra essenzialmente nei nodi emozionali che vivono. L’interiorità è risorsa, ma anche caos di difficile gestione se si pensa a quelle che comunemente chiameremmo emozioni negative come l’invidia, la rabbia, la paura, il disprezzo, l’angoscia, la superbia, l’avidità. Oggi sembra espandersi l’alessitimia, una condizione psicopatologica specificatamente riferita a una incompetenza emotiva, ovvero l’incapacità di riconoscere le emozioni proprie e altrui.
Con la poesia si possono fare esperienze diversificate assai profonde. Si può imparare a diventare buoni fruitori della poesia altrui, a leggere e penetrare il testo poetico, a trarne piacere e nutrimento, oppure a trasformarsi in buoni autori e produrre componimenti dalla grande valenza esistenziale.
Ma per quanto si possa intuitivamente percepire il valore curativo della poesia, esistono molte prove scientifiche a necessario sostegno di ciò. A partire dal 2006 Philip Davis un professore di letteratura inglese dell’Università di Liverpool ha coinvolto un esperto di Neuroscienze cognitive, Guillaume Thierry, dell’Università di Bangor a condurre una ricerca sugli effetti benefici della poesia. Così sono stati sottoposti a encefalogramma e risonanza magnetica decine di volontari, cui è stato chiesto di leggere brani di Shakespeare e poesie di classici inglesi come Eliot e Wordsworth. E’ risultato che di fronte a parole insolite i lettori hanno mostrato un picco di attenzione, un eccitamento neurologico ed è stato stimolato l’emisfero destro del cervello.
Oggi si moltiplicano in tutto il mondo gli ambiti formativi, clinici e riabilitativi in cui si applica la poesia. Per di più la poesia non scade mai. La poesia prodotta, pur a distanza di tempo, può ricalcare efficacemente i vissuti emotivi di molte persone e diventare perfino salvifica; la poesia di Verlaine, ad esempio, sembra descrivere con impressionante precisione le emozioni degli adolescenti e quella di Nazim Hikmet dedicata alla moglie durante una terribile prigionia in un carcere turco fu l’unico modo per resistere alla sofferenza e mantenersi vivo.
Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto.
NAZIM HIKMET
LETTURE CONSIGLIATE
BAUDELRIRE Charles (1857) I fiori del male